Le denunce di malattie nel 2017 sono state 58.129.
I soldi dell’INAIL, notoriamente, sono pochi.

E l’INAIL, per legge, ha sia il diritto che il dovere di esercitare la famosa “azione di regresso”, ovvero RICHIEDERE AI DATORI DI LAVORO colpevoli, la RESTITUZIONE DELLE SOMME VERSATE a copertura dei danni indennizzati.

Con queste premesse: se sei un datore di lavoro, un lavoratore o un RSPP, COSA DEVI SAPERE SULLE MALATTIE PROFESSIONALI?

Vediamo insieme: “malattie professionali, istruzioni per l’uso”.

1. Cosa si intende per malattia professionale?
La malattia professionale è una patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo del lavoratore.
Al di là della definizione accademica, ciò che importante è che – ai fini del riconoscimento – deve esistere un rapporto diretto di causa tra rischio professionale e malattia.
Il rischio professionale può essere determinato dalla mansione di un lavoratore o anche solo dall’ambiente in cui opera. O entrambi.

2. Quanto tempo ha il lavoratore per denunciare la malattia professionale?
Il lavoratore deve denunciare la malattia entro 15 giorni dalla sua manifestazione. Altrimenti perderà il diritto all’indennizzo per tutto il periodo antecedente alla denuncia.

3. A chi va denunciata la malattia?
Il lavoratore deve denunciare la malattia al proprio datore di lavoro, consegnandogli il certificato medico. Il datore di lavoro ha quindi l’obbligo di inviare la denuncia all’INAIL entro 5 giorni lavorativi.

4. E se il datore di lavoro non lo fa?
Sono previste delle sanzioni amministrative (fino a 7745 euro), oltre che la possibilità da parte del lavoratore di procedervi autonomamente, in caso di inerzia del suo datore di lavoro.

5. La malattia può essere richiesta da un lavoratore che non lavora più per me?
Sì.

6. Ciò significa che può essere richiesta anche dopo molto tempo, forse anni?
Esatto. Se il nesso di causa tra una malattia ed il lavoro emerge dopo anni, è così. Per alcune malattie il periodo massimo di indennizzabilità dalla cessazione della lavorazione è illimitato.

7. La malattia professionale può essere richiesta anche da un socio di una società, ad esempio una s.n.c.?
Sì.
Questo comporterà a carico della società e dei suoi rappresentanti tutte le responsabilità previste dalla legge per la sicurezza sul lavoro.

8. L’INAIL può chiedere indietro al datore di lavoro le indennità versate al richiedente (o ai suoi eredi)?
Sì, si tratta della temuta “azione di regresso”.
Tra l’altro, secondo l’articolo 61 del D.Lgs 81/2008 (o Testo Unico per la Sicurezza), ogni volta che parte un procedimento penale relativo ad una lesione grave o mortale il PM informa d’ufficio l’INAIL affinché possa procedere con tale azione.

9. Esiste un elenco di malattie professionali?
Sì, esistono due tabelle. Una relativa all’industria ed una relativa all’agricoltura. Esistono 85 diverse malattie per l’industria e 24 per l’agricoltura. Ad ogni malattia sono state associate delle lavorazioni che possono causarla.
Se un lavoratore è stato adibito ad una delle lavorazioni indicate, la malattia professionale normalmente viene riconosciuta, se denunciata entro i termini indicati. Alcuni dei quali, come detto, sono illimitati.
(Decreto 9 aprile 2008)

10. E se ho una malattia non compresa nell’elenco?
La malattia è denunciabile, ma in questo caso è lavoratore a dover dimostrare il nesso di causa tra la lavorazione e la malattia.

11. Tra tutte le malattie professionali denunciate, quante ne vengono riconosciute?
Mediamente tra il 30 ed il 40%.

12. Sono un datore di lavoro. Cosa mi succede se un dipendente denuncia una malattia professionale?
L’INAIL ti invierà un questionario, come questo, in cui ti chiederà:
– DVR munito di data certa
– Visite mediche
– Valutazione dettagliata e specifica relativa al rischio che ha causato la malattia, come rumore, vibrazioni, MMC, Movimenti ripetitivi, ecc.
– Libretti delle attrezzature di lavoro
– Questionari vari per verificare l’esattezza delle valutazioni
– Ecc.

Ti avevo già detto che le valutazioni devono avere data certa? Ah sì. Ma te lo ripeto. Le valutazioni devono avere data certa. Il che significa che non possono essere prodotte a posteriori.

13. E se non ho questa documentazione?
Mi dispiace dirlo, ma…contatta un buon avvocato. La buona notizia (ironicamente) è che potrai dividere le spese con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione…

Commenti