(Corte di Cassazione Penale Sezione IV – Sentenza n. 9137 del 28 febbraio 2018)

Siamo in una cava, gestita da un’azienda che aveva due legali rappresentanti.
Per definizione, due datori di lavoro.
Uno dei due operava direttamente nella cava, l’altro no.

Ora accade che il datore di lavoro presente nella cava, mentre sta movimentando pesanti massi in alto, sul ciglio di uno scavo, ordina ad un lavoratore di posizionarsi sul fondo dello stesso scavo, in basso. Certo, una manovra non proprio geniale.

Come potete immaginare accade un infortunio mortale, ed entrambi i datori di lavoro vengono rinviati a giudizio per omicidio colposo.

La questione cruciale riguarda il datore di lavoro NON presente.
Infatti, in tribunale, quest’ultimo si difende cercando di riversare la responsabilità sull’altro.

Com’è andata?
– Primo grado di giudizio: è stato condannato solo il datore di lavoro presente nella cava.
– In Appello: Condannati entrambi i datori di lavoro: secondo la Corte di Appello su entrambi i datori di lavoro grava l’onere di garantire la sicurezza dei lavoratori, e le decisioni operative di uno dei due non può esimere l’altro dalla propria responsabilità. In sostanza, ogni datore di lavoro autonomamente può e quindi deve garantire l’incolumità dei propri dipendenti.

La conclusione di questa vicenda è molto, molto interessante.
Ecco cosa decide la Cassazione: “la sconsiderata condotta del datore di lavoro che ha, peraltro in maniera del tutto estemporanea, impartito l’ordine agli infortunati di lavorare sul fondo della cava mentre il medesimo movimentava pesantissimi massi in posizione sopraelevata rispetto ai due sciagurati operai è, in realtà, talmente grave ed imprudente da avere interrotto ogni nesso di causalità rispetto alla posizione dell’altro datore di lavoro”

Una sorta di condotta abnorme di uno dei due datori di lavoro, così abnorme da scagionare l’altro.

Cosa possiamo imparare?
Cerchiamo di dimenticare per un attimo l’anomala conclusione, che ha esonerato uno dei due protagonisti in virtù della condotta sconsiderata dell’altro.
Normalmente, la legge prevede che quando in un’azienda più persone ricoprono il ruolo di datore di lavoro, su ognuna di esse grava la responsabilità.
Responsabilità che non viene divisa. Viene moltiplicata.
Sia che si tratti di sanzioni (quindi le multe per intenderci), che di garanzie penali.

E questa è una situazione frequentissima, soprattutto nelle piccole realtà. Cito ad esempio le s.n.c., o le s.r.l. con più amministratori.

Ricordiamo peraltro che, in parte, si può ovviare attraverso una corretta individuazione delle funzioni e delle deleghe di funzioni. Anche nell’ambito della valutazione dei rischi.

Anche perché, sono certo che siete d’accordo su questo, quando più persone devono adempiere a qualcosa, ognuno penserà che a farlo sarà l’altro…

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