Individuare i rischi d’incendio

La cultura della sicurezza negli ambienti di lavoro si avvale anche di definizioni e fattispecie concrete per individuare i pericoli e valutare i rischi di una situazione. Un processo fondamentale è quello che permette di circoscrivere le cause di incendio, per riconoscerle e attuare sistemi di prevenzione sempre più efficaci.

Di seguito tre esempi di situazioni a rischio incendio.

Surriscaldamento elettrico

Un surriscaldamento elettrico dei conduttori può causare un incendio. Scarsa manutenzione, impianti costruiti in modo non perfetto, protezioni scarse sono statisticamente le precondizioni principali nel divampare di incendi spontanei.

Il passaggio di corrente è di per sé una fonte di surriscaldamento; ma soluzioni per l’isolamento termico, guarnizioni adeguate e accorgimenti volti a massimizzare l’efficienza e l’integrità delle condutture permettono di sfruttare l’energia senza complicazioni. Di fronte a lavori svolti al di fuori delle norme e in modo imperfetto il rischio di surriscaldamento, e quindi di incendio, cresce enormemente.

Surriscaldamento meccanico

Spesso la causa del surriscaldamento è di origine meccanica, attribuibile in particolare all’attrito. In caso di manutenzione e lubrificazioni costanti, l’attrito non dà alcun tipo di rischio. Ma in caso di cattiva manutenzione o mancata lubrificazione, l’attrito può causare surriscaldamento e, nei casi peggiori, incendio.

Oltre al pericolo, la mancata manutenzione e lubrificazione di una macchina possono causare guasti e danni anche ingenti alla macchina stessa.
Un motivo in più per prendersi cura degli strumenti di lavoro e osservare alla lettera le best practice in materia antincendio.

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