Il caso. Un lavoratore accede su una copertura non protetta di un capannone, utilizzando impropriamente un carrello elevatore condotto da un collega e, se ciò non bastasse, sovrapponendo una pila di pallet sulle forche per raggiungere la quota necessaria.

Qualora dovesse cadere, di chi sarebbe la colpa?
– sua?
– del collega che conduce il carrello elevatore?
– del datore di lavoro?

E, oltre a questo, la condotta che si è configurata è colposa o dolosa? In altri termini, questi lavoratori potrebbero essere condannati con l’aggravante del dolo, ovvero della volontà di arrecare un danno?

Vediamo cosa dice la legge al riguardo.
Innanzi tutto l’art. 20 D.Lgs 81/2008 – “Obblighi dei lavoratori”
“Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni”.

Appare abbastanza chiaro che i lavoratori hanno l’obbligo di non creare pericolo per sé stessi e gli altri, non attuando comportamenti errati.

E poi ancora l’art. 40 comma 2 Codice Penale – “Rapporto di causalità”
“Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.”

Nel concreto, voglio sperare che siamo tutti d’accordo nell’affermare che i lavoratori, nella scena descritta, sono perfettamente consapevoli di quanto stanno facendo. In quanto consapevoli, sono senza dubbio reciprocamente in condizione di evitare o impedire questa azione.

“Ma allora ci stai dicendo che i lavoratori imprudenti o negligenti vengono sempre condannati in caso di infortunio?”

In realtà no. Il datore di lavoro ha l’obbligo di vigilare, direttamente o per il tramite di propri incaricati e di un sistema organizzato. Fatti salvi comportamenti imprevedibili, imponderabili o abnormi da parte dei propri lavoratori.

Al di là di tutto quanto sopra indicato e della responsabilità ascrivibile al lavoratore, ciò che conta davvero è essere consapevoli che la sicurezza dipendente in primis da noi. Non sempre e solo dagli altri. La maggior parte degli infortuni ha una causa legata ad un comportamento umano errato.

Pertanto, asserire che nella tua azienda “della sicurezza non importa a nessuno” non può essere una giustificazione per non attuarla tu in prima persona.

Essere assolto dal giudice in caso di infortunio non credo che ti importi più di tanto, se sei tu ad essere morto sul lavoro…

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