Siamo in provincia di Lucca
Un oleificio commissiona ad una cooperativa la rimozione di una copertura in eternit.

Durante l’esecuzione dei lavori, il 16 agosto 2009, dopo un volo di sette metri, un operaio che lavorava alla rimozione della copertura, muore.

COSA SUCCEDERA’ ORA?
La facciamo breve sull’esito del procedimento penale:
In totale 7 anni e mezzo di reclusione nei confronti di 5 persone, tra cui:
– I datori di lavoro delle aziende committente ed esecutrice
– Il preposto per la sicurezza in cantiere
– E il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione in cantiere

Attenzione! Siccome i legali rappresentanti dell’azienda committente erano due (due fratelli), sono stati condannati entrambi. Bell’affare.

Al di là della tragedia avvenuta e delle questioni etiche ovviamente implicate, volendo essere aridi:

QUANTO COSTERÀ’ QUESTA VICENDA ALLE AZIENDE COINVOLTE ED AI LORO SOGGETTI APICALI?

Partiamo dalle pene detentive:
1 anno e 4 mesi di reclusione ai legali rappresentanti dell’azienda committente e dell’impresa esecutrice.
1 anno e 4 mesi anche per il preposto dell’impresa esecutrice
2 anni e 2 mesi per il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione
Pena sospesa (ad eccezione del coordinatore) subordinata al pagamento dei risarcimenti provvisionali, così commisurati:
– 120.000 euro per la compagna della vittima
– 120.000 euro per il figlio della vittima
– 50.000 euro per ciascuno dei sei parenti della vittima che si sono costituiti parte civile.

Un totale di 540.000 euro.

Attenzione! Si tratta di una provvisionale. Cosa significa? In parole semplici, si tratta di un acconto del danno (morale e biologico) che sarà meglio definito in sede civile.

Oltre a questo, il PM ha imposto una misura interdittiva che consiste nel divieto, alle aziende colpevolim, di pubblicizzare i propri beni e servizi. Un’azione presa come spunto dalla tragedia Thyssenkrupp.

Ovviamente, al tutto bisogna sommare anni di spese legali.
Tutto questo sembra una storia triste quando accade agli altri, ma diventa drammaticamente vero se succede a noi.

Una cosa è certa: l’applicazione delle norme di sicurezza:
1. Probabilmente avrebbe evitato il morto ed evitato sofferenze
2. Comunque avrebbe tutelato tutti i soggetti che invece, ora, devono pagare sia con il proprio denaro che con la propria libertà

Liberi di non essere d’accordo, ma – come si dice – “dura lex sed lex”.
La legge è dura, ma è la legge. Non lo dico io, prima ancora dei latini lo disse Socrate. Prendetevela con lui.

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