Quest’anno la settimana della moda di Milano si è chiusa con numerose imprese sanzionate per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
In totale le multe hanno superato i 50.000 euro, distribuite in oltre 25 denunce di imprese non in regola. L’elemento comune a tutte le situazioni critiche rilevate è rappresentato dalla condotta pericolosa e scorretta che ha caratterizzato lo svolgimento delle mansioni in condizioni di rischio fisico. Le persone coinvolte sono state datori di lavoro e consulenti in materia di sicurezza, che avevano – come scritto nel rapporto – manomesso volontariamente i dispositivi di sicurezza, creando per i lavoratori seri rischi di infortunio.

La sicurezza è un concetto che va rinnovato

La sicurezza è un concetto
che va rinnovato in un ottica
di interdipendenza e condivisione.

I ritmi, e la catena, spesso lunga, di appalti e sub-appalti, che caratterizzano le attività di un evento come la Milano Fashion Week, fanno crescere le possibilità di falle nel sistema di tutela dei lavoratori, esponendo operai, manovali e professionisti ad ambienti lontani dagli standard minimi di sicurezza.

Al di là delle circostanze che hanno favorito le dinamiche appena considerate, si evidenza, alla base di tutto, un vecchio concetto di sicurezza,  incentrato su un obbligo di adempimento di una norma, e non sulla tutela di un valore comune.

La sfida, per i professionisti della formazione e della prevenzione, è quella di motivare gli addetti ai lavori, sensibilizzandoli ad una visione attiva del concetto di sicurezza. L’obiettivo deve essere quello  di diffondere e condividere la consapevolezza e la conoscenza rispetto ai rischi e alle buone pratiche relative ai luoghi di lavoro. Solo in questo modo un dovere può diventare un impegno personale a contribuire attivamente  alla sicurezza. In azienda e in qualsiasi altro ambiente di lavoro.

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