Mobbing.
Se ne parla sempre più spesso.
Il mobbing è una piaga invisibile.
Se sei la persona, il lavoratore, oggetto del mobbing, la tua vita è un incubo.
Se sei il datore di lavoro di un’azienda o il dirigente di un reparto nel quale si sta verificando un fenomeno di mobbing, rischi di distruggere la tua azienda. O il tuo reparto.

Cos’è il mobbing?
Secondo l’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro non esiste una definizione univoca.
Forse non tutti sanno che il termine mobbing è stato mutuato dell’etologia, in particolare dall’ornitologia. Sì, dallo studio degli uccelli. Forse questa cosa ha un significato recondito, chi lo sa. Mobbing è il comportamento di alcune specie di uccelli che si coalizzano contro un uccello che è considerato una possibile minaccia. Gli uccelli lo attaccano fino a provocarne la morte.

Il mobbing può comportare aggressioni sia verbali che fisiche. Ma non solo queste azioni, che sono socialmente riconosciute quantomeno come sconvenienti.
Il mobbing può comportare atti più subdoli, come la denigrazione del lavoro (del soggetto mobbizzato) o l’isolamento sociale. Per cui il mobbing può comportare non solo la violenza fisica, ma anche psicologica.

Spesso, solo chi ne è vittima si rende conto di quanto può essere devastante.
Infatti, le vittime di mobbing riscontrano stress, depressione, calo dell’autostima, autobiasimo, fobie, disturbi del sonno, problemi digestivi e muscoloscheletrici. Ma anche disturbi da stress post-traumatico, che possono persistere per anni anche dopo la cessazione degli avvenimenti che li hanno causati.

Ok questi sono i problemi.
Ma le soluzioni?
Come evitare il mobbing nella propria azienda?
E come reagire se ne sei vittima?

Come evitare.
Datore di lavoro, dirigente…o come dicono molti “capo”! Dipende molto da te. Sai?

  • Dai ai singoli la possibilità di scegliere le modalità di esecuzione del proprio lavoro
  • Evita definizioni imprecise di ruoli e mansioni
  • Ragiona per obiettivi e condividi gli obiettivi in modo chiaro con ogni tua risorsa
  • Soprattutto, devi essere un buon leader. Essere “capo”, non significa automaticamente essere leader. Lavora sulla qualità della tua leadership.

E poi…nel tuo gruppo devi sviluppare una cultura anti-mobbing. Come puoi farlo?

  • Fai capire a tutti il significato della parola mobbing, e delle responsabilità che ha chi lo fa
  • Delinea le azioni accettabili e, soprattutto, quelle che non sono!
  • Esponi le conseguenze dell’infrazione degli standard che hai definito
  • Indica dove le vittime possono trovare aiuto in modo indipendente
  • Garantisci che i fatti segnalati non produrranno mai rappresaglie
  • Mantieni la riservatezza

Ma che dire invece se tu, sì proprio tu, sei vittima di mobbing?
Beh, non deve essere facile.
E non voglio neanche banalizzare.

Ecco qualche consiglio che puoi valutare.

  • Non perdere la calma
  • Al tempo stesso dimostra con il tuo comportamento che non sei disposto ad accettare soprusi
  • Non cadere nel mutismo. Sii coraggioso. Come? Parlarne con il tuo responsabile o con la persona incaricata in azienda di gestire queste informazioni (se esiste una policy in tal senso).
  • Nell’esporre la tua situazione, non parlare delle persone, ma dei fatti. E non essere lamentoso o minaccioso di querele e denunce. Non perché tu non ne abbia facoltà, ma perché potresti essere frainteso.
  • E fatti aiutare, se necessario, da chi è competente. Sapevi che esistono sportelli pubblici antimobbing? Fatti un giro su internet. Li troverai presso ospedali, ASL, centri clinici.

E ricorda che questo problema non riguarda te. Ma soprattutto gli altri.
Conserva la tua autostima. Non sei tu. Sono gli altri.

Ricorda gli uccelli.
L’etologo Konrad Lorenz disse che il mobbing è “l’attacco collettivo di una moltitudine di animali più deboli contro uno più forte”.
Evidentemente, il più forte sei tu.

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