“La fiducia è bene, il controllo è meglio.”

Questa è una frase attribuita a Lenin.

Nell’ambito della sicurezza sul lavoro, tale principio è giuridicamente valido nei confronti dei lavoratori, in quanto il datore di lavoro ha l’obbligo di vigilare.

 

Ma che dire nel caso in cui sono stati individuati, nominati e formati dei preposti?

  • Il ruolo del datore di lavoro cambia?
  • La sua posizione di garanzia viene meno, per essere totalmente trasferita al preposto?

 

Vediamo insieme, in estrema sintesi, un caso emblematico che risponde a queste domande.

 

Lavori di manutenzione a bordo di una nave.

Ad un’impresa vengono affidati lavori di pitturazione all’interno del vano motore.

Il vano era dotato di 12 livelli, raggiungibili solo attraverso una scala a pioli. Un lavoratore si trovava all’ultimo livello (dove c’è il fumaiolo della nave, per intenderci). Qui riceve dal capocantiere (quindi dal preposto), l’ordine di prendere un bidone pieno di pittura posto ad un livello sottostante per effettuare un ritocco.

Il lavoratore quindi scende attraverso la scala, prende il bidone e risale dalla stessa scala tenendo con una mano il bidone e con l’altra reggendosi ai pioli.

 

Come potete immaginare, il lavoratore scivola, precipita di 5 piani fino al settimo livello.

Trauma cranico commotivo con focolaio lacero contusivo frontale, frattura costale multipla, contusioni polmonari e via dicendo. Insomma, ci rimane quasi secco.

 

In primo grado e in appello viene condannato il datore di lavoro, il quale – ovviamente – ricorre in Cassazione.

 

Nel ricorso, il datore di lavoro adduce le due seguenti principali motivazioni:

  1. Cari giudici, non avete tenuto conto del fatto che avevo nominato un preposto
  2. Pertanto, il preposto ha assunto la posizione di garanzia. E ogni violazione delle norme antinfortunistiche è avvenuta sotto il cappello della tutela del preposto
  3. E il comando di usare la scala a pioli impartito dal preposto era assolutamente imprevedibile

 

Come finisce?

La Corte di Cassazione conferma la legittimità delle precedenti sentenze e condanna il datore di lavoro.

 

Per quale motivo?

Secondo i giudici la nomina di un preposto non annulla la responsabilità del datore di lavoro di controllare la sua adeguatezza e la conformità del suo operato anche dopo la nomina.

 

In altri termini, quando si verifica un infortunio ad un lavoratore per difetto dell’attività del preposto, spetta al datore di lavoro provare che quest’ultimo era idoneo alla funzione rivestita.

 

Altrimenti potrebbe configurarsi la famosa “culpa in eligendo”.

Datore di lavoro, fidarsi è bene, controllare è meglio

Ma ancora prima, attento a chi scegli. Se scegli male, è colpa tua.

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