“Come?
Valutazione dei rischi gratis?”

Esatto hai capito bene. Gratis.
Facciamo chiarezza su questo punto. Se sei un datore di lavoro, con tutta probabilità hai incaricato un consulente per redigere la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori della tua azienda.

Ed un professionista, più o meno, ha un certo costo.

In totale contrapposizione a questa prassi ormai consolidata, il D.Lgs 81/08, nell’art. 29 comma 6-quater, introduce uno strumento denominato “OiRA”, concepito per consentire ai datori di lavoro di adempiere autonomamente all’obbligo di valutazione dei rischi.

Infatti OiRA significa “Online Interactive Risk Assessment”, ovvero Valutazione dei Rischi Interattiva Online. L’OiRA è stato sviluppato a cura dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro.

Se andate a vedere il sito www.oiraproject.eu, in home page trovate la headline comunicativa: “Oira, soluzioni gratuite, specifiche per settore, per guidare i datori di lavoro attraverso il percorso obbligatorio per la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza”.

Soluzioni “gratuite” e “specifiche”!

L’obiettivo dell’europa, evidentemente, è quello di semplificare alcune procedure formali. Tentativo peraltro già operato (a mio avviso con scarso successo), prima con le autocertificazioni (ve le ricordate?) e più recentemente con le Procedure Standardizzate.

Così standardizzate da essere diventate, concretamente, uno strumento a beneficio degli operatori del settore. Cioè quelli che sono già esperti.

La domanda per cui ora è: “Grazie all’OiRA, è finalmente finita l’era in cui i datori di lavoro devono pagare qualcuno per la valutazione dei rischi?”
Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione. Ed anche quella degli UPG.
Parto io e condivido con voi la mia.

Alcune considerazioni a nastro.
1. Lo strumento attualmente disponibile è solo per gli uffici. Per cui se hai un’altra attività non troverai nessuno strumento di valutazione online. Questione di tempo? Forse. La Bulgaria, ad esempio, ha già messo a disposizione 38 diversi tools di valutazione.

2. Attenzione però. Il tool OiRA parte dal presupposto che l’azienda sia già completamente a norma. Cosa che spesso è inverosimile.

3. Ammesso e non concesso che lo sia, a questo punto lo strumento contiene una serie di domande di autovalutazione, per vari punti di controllo, alle quali il compilatore deve rispondere Sì o No. Per ogni punto il software ti chiede: “Devi attuare misure di miglioramento?” Se rispondi “No” significa: “sono a posto”; “Sì” significa: “devo prevedere migliorie”. Per ciascuna di queste domande il sistema propone come riferimento i link alle Leggi (o parti di esse) implicate ed eventuali ulteriori tabelle come risorse aggiuntive. Tutto – credetemi – estremamente, estremamente generico. Per cui il rischio concreto è che il datore di lavoro non faccia altro che cliccare “Sì” su tutto, avanzare rapidamente ed elaborare un documento irreale.

4. I riferimenti a Leggi o le Risorse aggiuntive, sempre che il datore di lavoro si prenda la briga di leggerli e studiarseli, permettono di verificare il rispetto delle misure obbligatorie e non i miglioramenti che invece sono richiesti dal D.Lgs 81/08

5. Sembra che manchino alcune misure più complesse, come ad esempio la protezione dalle scariche atmosferiche.
In definitiva, ecco la mia personalissima conclusione sull’OiRA.
– Il tool risulta inadeguato se utilizzato dagli operatori del settore, che dispongono già di software molto più accurati e dettagliati, perché appunto rivolti ad un pubblico di professionisti
– Se invece utilizzato dai datori di lavoro, temo che l’approccio semplicistico del sistema non possa far altro che illuderli di avere finalmente le competenze e gli strumenti per fare qualcosa che, in realtà, è molto più complesso di quanto molti non credano.
Sto forse tirando l’acqua al mio mulino? Per il momento, probabilmente. Ma, credimi, nel tuo interesse.

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