Lo abbiamo detto nel precedente video. Siamo a Taranto. Il braccio di una PLE si spezza. I due operai che la utilizzavano, che peraltro sembra non indossassero le imbracature, precipitano e muoiono.

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Cosa succede dopo?

 

Allora, l’argomento è delicatissimo.

Lo affronterò nel modo più tecnico e arido possibile.

Ovviamente ogni infortunio mortale ha dei risvolti drammatici. Ma qui non stiamo parlando di questo.

 

Ora parliamo del dopo.

Di cosa succede dopo.

Perché come puoi immaginare, ci sono già degli sviluppi.

 

Una piccola parentesi.

Hai presente quando, da bambino, per più volte, ignoravi i richiami di tua madre? Cosa faceva lei, alla fine? Esercitava tutta la sua leadership e ti faceva capire il perché avresti dovuto ubbidire, forse con un bel moderato e amorevole richiamo fisico. Chiamiamolo così.

Ecco, questo video, si propone di avere la stessa valenza.

Lo “stai attento” prima che sia troppo tardi. Prima che muoia qualcuno, come a Taranto.

Quindi. Cosa succede dopo?

 

Vediamo cosa è successo a Taranto. Dopo.

Ringrazio l’Avvocato Nunzio Leone per avermi inviato un articolo di giornale che ne parla.

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Dunque, si è attivato un procedimento penale. Ovviamente.

Il bello, se così si può dire, è vedere chi finito nel registro degli indagati.

 

Sono in 9.

  1. I titolari di tuttele imprese coinvolte, verticalmente, in quei lavori.
  2. Alcuni dipendenti delle stesse società
  3. L’amministratore della ditta costruttrice della PLE
  4. Il direttore dei lavori del cantiere (così riporta il giornale, probabilmente si tratta del Coordinatore per la Sicurezza)
  5. Gli amministratori delle società che nel tempo hanno eseguito i lavori di manutenzione alla PLE
  6. Il dipendente dell’ARPA, che ha eseguito la verifica periodica di legge (quella dell’allegato VII) e che ha rilasciato il verbale

 

Per tutti il reato contestato è omicidio colposo.

 

Come vedi, quando succede qualcosa, non si salva nessuno.

Non si salva chi muore. Innanzi tutto.

Ma non si salva neanche chi è rimasto vivo.

 

Buttati dentro, nella mischia, tutti quanti:

  • Ovviamente le imprese esecutrici, appaltatrici e affidatarie. Sono in posizione di garanzia.
  • Chi ha costruito la gru viene coinvolto. Siamo sicuri che fosse a norma?
  • Ma anche chi ha fatto la manutenzione, intervento che risale a soli due mesi prima dell’incidente. E’ possibile che non sia emerso nulla?
  • E addirittura il verificatore dell’ARPA, che ha rilasciato il verbale. Verifiche che sono state eseguite, secondo l’articolo di giornale, nel marzo 2016. Che peraltro, secondo la legge sarebbero scadute. Ma qui diventeranno problemi del datore di lavoro utilizzatore.

 

Non si scherza con la vita delle persone

Che tu sia un lavoratore, un datore di lavoro, un committente, un manutentore, un tecnico…è chiaro.

Non si scherza con la vita delle persone.

Non sei più un bambino e non c’è più tua madre a richiamarti. Devi esercitare la tua responsabilità prima che accada qualcosa.

Altrimenti, qualcuno te la ricorderà dopo.

 

E non finisce qui

Ah, Mi sono dimenticato di dire una cosa.

Gli aventi diritto chiederanno risarcimenti. Soldi. E l’INAIL anche. Si chiama azione di regresso.

 

Quanto costerà questo infortunio, materialmente, in euro, ai soggetti coinvolti?

Ne parleremo nel prossimo video.

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